Prima di guardare alle diverse dinamiche svolte dal corrente femminista nel mondo negli ultimi decenni che vogliono portare lo statuto della donna fino ad arrivare a mettere in discussione la sua identità femminile, sarebbe ottimo di dare una occhiata a quello che ancora è da fare al livello primario, per quanto riguarda il ruolo e lo statuto di essa stessa nella società mondiale, non solo quella occidentale. Forse il compito di un femminismo più sano e più conservatorio sarebbe questo, visto che il corrente generale non considera le mancanze che ci sono ancora a diversi livelli di esistenza.

Per questo, questo mese viene dedicato dal Vaticano al „ruolo delle donne”, partendo da diversi dati precisi che impattano sullo statuto della donna nella società.  A cominciare dal mercato del lavoro: “Meno di una donna su due nel mondo lavora e le donne guadagnano il 23% in meno degli uomini”. Così per l’istruzione, se si considera “che in alcuni Paesi le donne adulte capaci di leggere e scrivere sono una minoranza: ad esempio, in Afghanistan sono il 23%, in Niger il 27%”. Tutto questo si traduce in gravi difficoltà economiche, tanto che l’UN Women, l’organizzazione delle Nazioni Unite che fornisce programmi e percorsi che sostengono i diritti umani delle donne, “stima che entro il 2030, l’8% delle donne e delle ragazze vivrà in condizioni di estrema povertà, mentre il 25% delle donne non avrà cibo a sufficienza”.

Ci sono ancora dei compiti da fare al livello basico, al livello di bisogni e necessità umane primarie, invece di cercare altre vie che portano di solito confusione è mancanza di una precisa identità.

In molte parti del mondo, le donne sono trattate come il primo materiale di scarto. Ci sono Paesi in cui alle donne è vietato l’accesso agli aiuti per avviare un’attività o andare a scuola. Inoltre, in questi luoghi sono soggette a leggi che le obbligano a vestirsi in un certo modo. E in molti Paesi, ancora oggi, vengono praticate le mutilazioni genitali. (Papa Francesco)

Una dignità che non viene riconosciuta

Molte le donne sfruttate ed emarginate, vittime di abusi, prosegue Francesco, ma non dobbiamo privare le donne “della loro voce”. Il Papa sottolinea come a parole tutti si dicano d’accordo “che uomini e donne hanno pari dignità come persone”, nella pratica, però, “questo non accade”.

È necessario che i governi si impegnino a eliminare le leggi discriminatorie, in ogni parte del mondo, e a lavorare perché i diritti umani delle donne vengano garantiti. (Papa Francesco)

Risorse online:

Francesco: „Se non rispettiamo le donne, la nostra società non andrà avanti„, 2 aprile 2024.

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