Sulla Libertà

Sto leggendo in questo tempo di preparazione alla Pasqua l’Enciclica di Benedetto XVI “Spe salvi”. Una lettura che mi è stata consigliata per la comprensione della morte come parte della vita. La libertà è stata quella che aveva definito Gesù nel momento in cui nella domenica della Palme entrava in Gerusalemme. Lui era molto consapevole di quello che cosa sarebbe successo pochi giorni dopo, ma nonostante quello, uso la sua libertà per dare compimento a una promessa più grande di tutta l’umanità.

Il testo di papa Benedetto XVI parte dalla crisi della speranza cristiana presente nel ambito contemporaneo sociale. Si considera che il vero errore dell’uomo moderno è il materialismo: “l’uomo, infatti, non è solo il prodotto di condizioni economiche e non è possibile risanarlo solamente dall’esterno creando condizioni economiche favorevoli”. L’uomo ha bisogno di esplorare di più quello che li sta succedendo dentro per poter pulire e per poter fare spazio partendo dal di dentro.

Il progresso e la libertà sono altri 2 temi che sono toccati dall’autore. Il progresso è visto da una prospettiva ambigua, che da una parte può offrire nuove possibilità per il bene, ma da un’altra parte esso apre anche la possibilità verso il male. Sta nella decisione dell’uomo stesso la scelta di una delle due prospettive facendosi uso della sua libertà. In questo contesto si punta sul fatto che l’uomo completo ha bisogno senz’altro sia della ragione che della fede per poter realizzare la sua “vera natura e la sua missione”.

Il concetto della libertà viene poi, più approfondito considerandosi che esso presuppone che nelle decisioni fondamentali ogni uomo e ogni generazione “sia un nuovo inizio”. L’autore considera che ogni generazione deve anche recare il proprio contributo per stabilire convincenti ordinamenti di libertà e di bene, che aiutino la generazione successiva come orientamento per l’uso retto della libertà umana. Il benessere morale del mondo non è visto più solo quello che è garantito semplicemente mediante strutture, per quanto valide esse siano.

In fine punta sul “uso” della preghiera come scuola della speranza, e sull’agire, il soffrire e il giudizio come luoghi di apprendimento della speranza. Una lettura più approfondita dell’Enciclica aiuterebbe nella misura in cui si vogliono capire le dinamiche della speranza nella vita umana.

Buona Pasqua!

Cfr. Benedetto XVI, Lettera Enciclica Spe Salvi, Roma, 2007.

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