L’identità personale nasce lì dove è nata anche la missione di un uomo o una donna. All’inizio di questa primavera, papa Francesco, all’incontro con i partecipanti del Convegno Internazionale „Uomo-Donna Immagine di Dio. Per una antropologia delle vocazioni” aveva puntato sin dal inizio l’importanza delle differenze nella realtà antropologica sociale umana. „Oggi, il pericolo più brutto è l’ideologia del gender che annulla la differenza.” Un modo di pensiero e di considerare il mondo che non tiene in considerazione quelli aspetti che ci separano da essere uomo o donna e rende tutto uguale. E’ verro nello stesso tempo che queste ideologie possono rendere la vita più facile dal punto di vista materialistico, ma comunque, lo spirito umano resta unico in se, come anche le vocazioni per cui le persone vengono chiamate. Infatti vivere in questa uniformità potrebbe essere considerata una situazione utopica.
Lo scopo del Convegno organizzato, come lo nota anche il Santo Padre, è stato quello collegato alla considerazione e la valorizzazione della dimensione antropologica di ogni vocazione. Si considera che l’uomo stesso „è vocazione„, l’uomo stesso „è missione” perché lui viene chiamato ad uscirne da se stesso, ad uscirne dall’isolamento di un’autoreferenzialità particolare e a guardare se stesso come „missione” particolarmente in relazione con l’altro.
C’è sempre il rischio nella storia dell’umanità di „ridurre l’essere umano ai suoi soli bisogni materiali o alle sue esigenze primar ie, come fosse un’oggetto senza coscienza e senza volontà, semplicemente trascinato dalla vita come parte di un ingranaggio meccanico„. Ci sarà sempre il rischio di lasciarci trascinati da diverse situazioni di cui non facciamo parte responsabile. Il segreto è, come lo dice anche papa Francesco in questo messaggio, di capire che la vite di ognuno di noi non è „un incidente di percorso, il nostro stare al mondo non è un mero frutto del caso” ma facciamo parte di un disegno più grande in cui si può tradurre la nostra vocazione-missione.
Per poter allontanarci da questa autoreferenzialità che trasforma il mondo odierno dal di dentro, è bisogno di capire come si fa uscire fuori, come capire che ogni persona è stata creata per un motivo per cui le altre non sono state create, dunque saremo sempre in relazione degli altri perché abbiamo bisogno uni degli altri.
Alla fine del discorso Francesco punta sulla „crisi antropologica” e le sfide odierne su di cui sarebbe utile a riflettere e a capire quanto importante sia una promozione giusta delle vocazioni umane e cristiane.
Cfr. Discorso del Santo Padre Francesco ai partecipanti al Convegno Internazionale „Uomo-Donna immagine di Dio. Per una antropologia delle vocazioni”, venerdì 1 marzo 2024, https://www.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2024/march/documents/20240301-convegno-uomo-donna.html


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